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Ultimo aggiornamento:13 febbraio 2009

 

'Sbattezzo day' - 25 ottobre 2008

Comunicato stampa

Un gruppo di iscritti catanesi dell’UAAR (Unione degli Atei Agnostici e Razionalisti) ha consegnato stamani in Arcivescovado la richiesta di cancellazione dal registro dei battezzati della Chiesa Cattolica, alla quale hanno dichiarato di non appartenere più. Iniziative analoghe si sono svolte in numerose città d’Italia, con centinaia di partecipanti.

La data del 25 ottobre è stata scelta per ricordare la sentenza con la quale cinquanta anni orsono il vescovo di Prato veniva assolto dall’accusa di avere denigrato pubblicamente due suoi concittadini, rei di essersi sposati solo civilmente; secondo il giudice egli aveva agito in piano diritto in quanto gli sposi erano ancora suoi ‘sudditi’, proprio perchè battezzati.

Lo sbattezzo non è un contro-rito vendicativo o folkloristico, ma un chiaro segnale diretto alle autorità ecclesiastiche e civili, convinte che tutti i cittadini debbano e vogliano rispettare le direttive vaticane; intende contestare la pretesa che oltre il 96% della popolazione italiana sia credente in quanto battezzata, mentre invece il numero degli atei (dichiaratisi tali o quantomeno di fatto) è pari ad almeno un terzo della popolazione ed in continua crescita.

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“Suoi sudditi, perché battezzati”. Con queste parole, il 25 ottobre 1958, la Corte d’appello di Firenze assolveva il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani, da poco sposati civilmente.
Il 25 ottobre 2008, a cinquant’anni di distanza, l’UAAR organizza una Giornata dello sbattezzo.

‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.

Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto gay, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità di ateo o agnostico. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.

L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: sappiamo che già alcune migliaia di cittadini lo hanno fatto, ma riteniamo che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.

 

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