|
||||||||||
FRANCESCO DALPA Laiko.it ISBN 978-88-95357-02-7 |
![]() |
|||||||||
| Indice La Bibbia e le origini delluomoLe dimensioni del problema Evoluzione e salto ontologico Il racconto della creazione Il senso letterale di Genesi Il dogma e lesegesi Creazione e generazione spontanea La lettura del Concilio Tridentino Lunione anima-corpo Dalla Commissione biblica ad oggi Anima e corpo Lanima cristiana Il corpo di Adamo ed il corpo risorto Evoluzionismo, mutazionismo, creazionismo La Provvidenza Magistero ed antievoluzionismo LEnciclica "Providentissimus Deus" Il decreto "Lamentabili sane exitu" LEnciclica "Pascendi dominici gregis" Il Motu proprio "Praestantia Scripturae Sacrae" LEnciclica Humani generis LEnciclica "Spiritus Paraclitus" LEnciclica "Divino afflante Spiritu" La Costituzione dogmatica "Dei Verbum" "L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa" La catechesi antievoluzionista Il salto ontologicoDidattica ed apologetica Un solo salto ontologico? Separazione fra uomo e natura Una teologia tampone Interventi esplicativi Il caso Schonborn Salto ontologico e Catechismo della Chiesa Cattolica Monogenismo e poligenismo Questioni aperte La tempistica di Genesi Letà ed il corpo di Adamo La formazione della donna Altra umanità prima di Adamo? Leconomia dellevoluzione Bibliografia Il 22 dicembre 1817 un decreto della Congregazione dellIndice includeva gli scritti di Erasmus Darwin (1731-1802), nonno di Charles, tra i libri proibiti. Questuomo ingegnoso era sostanzialmente un deista, ma anche un anticlericale, umanista e probabilmente massone; ed immaginava un Dio architetto più che creatore. Non è certo il primo evoluzionista ricordato nella storia della scienza, ma nel percorso che porta allevoluzionismo scientifico ben rappresenta lepoca il cui la disputa sul trasformismo, fin qui prevalentemente accademica, si sposta sul campo della aperta diatriba fra verità biblica ed apologetica religiosa da una parte, progresso scientifico, antiteologismo ed anticlericalismo dallaltra. Toni e temi di quel periodo riemergono ai nostri giorni, segnando profondamente il dibattito (o meglio lo scontro) fra scienza e teologia nella lettura della storia del mondo e delluomo. Anche se Giovanni Paolo II ha unilateralmente sostenuto una avvenuta pacificazione fra la teologia e i dati di Galileo, il Magistero della Chiesa non concede nulla al metodo scientifico di per sé. Lermeneutica galileiana è tuttora demonizzata, anche se si cerca affannosamente di dimostrare, con i metodi dellermeneutica concordista, che la Bibbia è financo anchessa evoluzionista. Nel 1893, con lEnciclica Provvidentissimus Deus Papa Leone XIII emette il primo pronunciamento ufficiale in favore di un certo galileismo moderato, ma dovranno passare ben cinquantanni prima che un altro papa, Pio XII, ammetta, con lEnciclica Afflante spiritu che la Sacra Scrittura parla sostanzialmente nel linguaggio letterario del suo tempo (nessuna concessione ovviamente allipotesi che essa esprima solo idee prescientifiche). Nellultimo secolo la Chiesa ha dovuto concedere molto alle scienze naturali ed alle scienze umane, rinunciando al principio tradizionale della inerranza assoluta della Bibbia, ma senza concordare sul carattere mitico del presunto racconto mosaico del Pentateuco, che è il risultato, spesso contraddittorio, di una progressiva elaborazione (tutta umana) di tematiche non solo religiose. Ma la recente apertura allevoluzionismo si può conciliare con la Teologia consolidata, con i documenti del Magistero e soprattutto con i responsa antimodernisti emessi dalla Commissione Biblica nei primi due decenni del Novecento, che di fatto costituiscono tuttora gli ultimi pronunciamenti ufficiali e probabilmente infallibili? Certamente no; lantievoluzionismo cattolico non solo è in pieno accordo con il senso letterale della Bibbia, ma è stato sempre presentato come il frutto di dimostrazioni teologiche razionali. Ha fatto sempre parte dellinsegnamento immutabile della Chiesa; e con maggiore forza da quando il dogma dellInfallibilità pontificia ha sancito il principio dautorità allinterno della teologia. Il problema è comunque più ampio. Se infatti la tradizione magisteriale può parimenti convalidare conclusioni radicalmente opposte su argomentazioni così vicine al cuore del cattolicesimo, come si può credere che la dottrina si fondi su di una verità assoluta? Nonostante i tanti distinguo del Novecento, fra senso teologico ed interpretazione letterale, non ci può essere alcun dubbio su come il racconto di Genesi sia stato utilizzato per almeno diciotto secoli come qualcosa di più che una ipotesi scientifica; e proprio questo ha determinato da un certo punto in poi linsorgere di conflitti non solo con le varie branche delle scienze, ma con la Scienza ed il metodo scientifico in genere, con particolare enfasi oggi nellambito della bioetica. Il credente infatti assume sempre, come punto di partenza, la sua verità forte, che può solo essere confermata; e se smorza i toni polemici, afferma che il senso della rivelazione rimane immutato indipendentemente dallimmagine della storia delluomo fornita dalla scienza: poiché la teologia non dipende dalla scienza. |
||||||||||
|
||||||||||